La nutrizione ai tempi dei social: welcome to the jungle!
Tu sei lì, a casa, che tra un’incursione di troppo in cucina e una videochiamata, ti guardi insoddisfatto allo specchio. Sai che negli ultimi tempi hai proprio esagerato e nemmeno lo spauracchio della prova costume ti ha redento. No, quest’anno proprio non era aria di dieta.
Poi, intravedi nell’armadio il vestito che tanto ti piaceva ma che non hai più avuto occasione di mettere, sostituito da quel tutone così comodo con cui convivi ormai da mesi. Ci giri intorno facendo il vago. Colto da uno sprazzo di coraggio misto a incoscienza, lo provi. Giusto per ricordarti di quella vita sociale che facevi fino a poco tempo fa. Lo infili già col diaframma in tensione. Inizi a trattenere il respiro pensando di facilitare la salita ma un brivido percorre la schiena quando senti che qualcosa non fila liscio. 3, 2, 1…Panico!
Davvero quella cerniera era così difettosa? Purtroppo no. È tutta farina del tuo sacco (pieno)!
Da struzzo a coccodrillo il passo è breve
L’organismo umano contiene una riserva limitata di magnesio – dai 20 ai 30 grammi – di cui oltre la metà è nelle ossa. Per la restante parte deve essere introdotto con gli alimenti; una volta assorbito a livello intestinale, arriverà attraverso il sangue ai vari tessuti per svolgere le sue funzioni ed infine sarà eliminato con le urine e le feci.
Nell’ultima revisione del 2016, i LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed Energia), ne raccomandano una dose giornaliera pari ad almeno 240 mg, indistintamente per uomini e donne. Tuttavia, i più recenti studi mostrano come queste quantità non vengano raggiunte, per varie cause:
- stress cronico, che determina un forte consumo di minerali;
- abuso di farmaci diuretici, che ne fanno aumentare l’escrezione con le urine;
- uso prolungato dei farmaci gastroprotettori, che ne inibiscono l’assorbimento;
- attività fisica molto intensa;
- abuso di bevande gassate ed alcolici;
- consumo eccessivo di farine raffinate e fruttosio.
Queste carenze, che possono riguardare fino al 77% della popolazione, colpiscono soprattutto il genere femminile. Le donne, infatti, sono più suscettibili degli uomini allo stress; si sottopongono più spesso a diete sbilanciate caratterizzate da un uso eccessivo di fibra e un ridotto consumo proteico; fanno inoltre maggiore uso di lassativi e diuretici, pratiche che spesso hanno alla base disturbi del comportamento alimentare.
La carenza di magnesio, definita ipomagnesemia, si manifesta con sintomi frequnti quali stanchezza, irritabilità, fatica cronica, stitichezza, difficoltà di concentrazione, fino ad alterazioni del ritmo cardiaco. Spesso, se non curati, possono acutizzare tutti quei fastidi.
Alla ricerca della soluzione
Un solo, martellante, pensiero: correre ai ripari e farlo prima che il Natale ci metta il carico! Perché, diciamocelo, anche se ti ostini a pensare che quest’anno sarà tutto sotto tono, vuoi davvero stare a dieta proprio in quei giorni?
Di corsa il dito va sullo schermo del cellulare alla ricerca del tuo “salvatore”. Ti basterà davvero poco per trovarne a centinaia…nemmeno il tempo di aprire la tua pagina social. Andrai in frenesia, soggiogato da quelle splendide foto di chi ce l’ha fatta. Non importa come, in che modo o a che prezzo: loro ce l’hanno fatta e tu vuoi far parte di quel gruppo di vincenti, ad ogni costo. Il resto non importa.
D’altronde, se hanno avuto risultati, il loro angelo custode deve essere uno forte, che meriterà di diritto anche la tua fiducia. Si, ti sei già convinto e stai per fare click per iscriverti al suo canale. Poi, per un secondo, esiti.
Oh, per fortuna non sei impazzito del tutto. Svegliati dallo stato di ipnosi in cui sei caduto vedendo quei post. Torna per un attimo alla realtà e ragiona con me.
Rispetta la tua storia
Focalizzati sul fatto che a questa persona stai raccontando un problema, che deriva dalla tua storia. E il racconto della tua vita, unico, merita l’ascolto e l’intervento di un professionista vero.
Per prima cosa, quindi, qualunque sia la tua scelta, pretendi sempre di sapere con chi si stai parlando. Fai, prima a te stesso poi a lui, delle domande intelligenti per tutelarti: a chi mi sto affidando? Che competenze ha? Ha davvero gli strumenti per potermi aiutare?
Solo una volta che avrai ottenuto una risposta concreta a queste domande sarai libero di scegliere consapevolmente il professionista con cui condividere il tuo percorso.
Chi può essere questo professionista? Ti invito a leggere la seconda parte dell’articolo.




