Gennaio: un aiuto dalle verdure che “puzzano”
Gennaio è considerato da sempre un mese difficile. Le tanto attese vacanze sono volate via, fa freddo e spesso il grigio del cielo ti accompagna nelle giornate che passano lente. Insomma, tutto sembra un po’ più in salita e anche il tuo corpo accusa il colpo con spossatezza e affaticamento, oltre alla pesantezza post-abbuffate.
Serve una carica di vitamine, antiossidanti e una bella disintossicazione dagli eccessi natalizi per ripartire al meglio!
La soluzione viene come sempre dalla terra con le crucifere o brassicacee, un gruppo di ortaggi molto interessante di cui fanno parte cavoli, broccoli, verza e cavolfiore, ma anche gli insospettabili senape, ravanello e rucola.
Per riconoscerle fatti guidare dal tuo naso! Sono infatti “le verdure che puzzano”, per il caratteristico odore di zolfo che irrompe in cucina con la cottura.
Bianchi, verdi, arancioni e viola: le tante sfumature dei cavolfiori
I cavolfiori, i classici “alberelli” ormai presenti in tante varietà colorate, vantano importanti proprietà nutrizionali:
- sono composti per il 90% da acqua e ricchi in fibre;
- pur essendo vegetali, hanno una buona quota di amminoacidi, anche essenziali, come il triptofano;
- sono privi di grassi e contano circa 3 grammi di carboidrati su 100 g di alimento crudo;
- essendo a contatto col terreno, sono ricchi di sali minerali come potassio, calcio, magnesio, fosforo e ferro;
- abbondano di sostanze antiossidanti e vitamine, come la vitamina A, B1 e B5, C, folati e vitamina K;
- il tipico odore è dovuto ai glucosinolati, composti che, una volta attivati, andranno a svolgere importanti funzioni per il tuo corpo.
I 5 benefici dei cavolfiori
- Ricchi di acqua e fibre, poveri di zuccheri e grassi. Caratteristiche perfette se sei a dieta, per ottenere un effetto saziante e depurativo, tenendo a bada colesterolo e picchi glicemici.
- Data la ricchezza in vitamina C, Sali minerali e antiossidanti sostengono il sistema immunitario contro i malanni di stagione e le infezioni batteriche e virali.
- Per l’alto contenuto in polifenoli combattono lo stress ossidativo, l’infiammazione e l’invecchiamento cellulare.
- Hanno un effetto rilassante, grazie alla presenza di potassio, calcio e bromuro. Per questo motivo te li consiglio soprattutto a cena, in modo da facilitare il riposo notturno.
- Quando tagli col coltello e poi mastichi i cavolfiori, le cellule vegetali si rompono liberando l’enzima mirosinasi che va ad attivare i glucosinolati. Si creano così nuove molecole, come il sulforafano e l’indolo-3-carbinolo, che proteggono il tuo dna e hanno un effetto antitumorale ormai scientificamente riconosciuto. La loro utilità è stata studiata soprattutto per i tumori al seno ormone-dipendenti, ma anche per altre tipologie di cancro.
Cavolfiori: le insidie
Come ho scritto più volte, non esiste un alimento che faccia bene o male in senso assoluto. La famiglia delle crucifere e i cavolfiori nello specifico non fanno eccezione, riservando delle insidie che devi conoscere.
- Pancia gonfia e meteorismo
Ti è mai capitato di sentire la pancia gonfia dopo averne mangiato un bel piatto? Ecco, questo effetto è dovuto non solo al contenuto di fibre e cellulosa ma anche agli stessi glucosinolati, che in realtà servono alla pianta per difendersi dai predatori e quindi devono necessariamente creare loro qualche problemino. Quando prepari e mastichi il cavolfiore, i glucosinolati si convertono in isotiocianati, responsabili del tipico odore e del gonfiore addominale.
Ma non solo. I cavolfiori hanno concentrazioni non trascurabili di altri zuccheri come i fruttani e polioli, in particolare il mannitolo, che fermentano nell’intestino formando gas fastidiosi.
Se soffri di queste spiacevoli sensazioni, quindi, andremo inizialmente a limitare le crucifere, per poi reinserirle e consumarle in modo intelligente.
- Occhio se hai problemi di tiroide!
Per azione dell’enzima mirosinasi, dai glucosinolati si liberano isotiocianati, tiocianati e goitrine che in parte ostacolano l’assorbimento dello iodio e la normale formazione degli ormoni tiroidei. Per questo le crucifere sono temute come alimenti “gozzigeni” ed effettivamente non a torto. Devi sapere, però, che la cottura inattiva la mirosinasi, rendendo i cavolfiori “innocui” per il metabolismo tiroideo.
- Vitamina k e farmaci anticoagulanti
I cavolfiori sono molto ricchi di vitamina K, fondamentale per la coagulazione del sangue e per lo sviluppo delle ossa. Alcune persone, però, devono assumere farmaci per mantenere il sangue più fluido e in questi casi la vitamina k può essere di ostacolo. È sempre bene, quindi, non esagerare con le quantità di crucifere e altre verdure a foglia verde.
Come ben saprai, la dieta varia che è alla base del mio metodo, ti aiuterà a evitare spiacevoli effetti collaterali!
- Cavolfiori e contenuto di purine
I cavolfiori hanno un contenuto medio di purine, per cui se soffri di gotta andremo a ridurne le quantità per evitare un ulteriore accumulo di acido urico.




