Allergie stagionali e alimenti: che relazione c’è?

Allergie stagionali e alimenti: che relazione c’è?

Primavera: tiepido sole, passeggiate all’aperto e… allergie!
Se hai già iniziato con occhi rossi, starnuti e fazzoletto a portata di mano… beh, sappi che sei in ottima compagnia.

Più di 10 milioni di italiani, come te, sono alle prese con questi fastidi e le cifre sono destinate a salire anche a causa del cambiamento climatico e dell’inquinamento atmosferico.

Con l’aumento delle temperature e la scarsità delle piogge, infatti, molte fioriture – come quelle di betulla, parietarie, graminacee, cipresso e olivo – non sono soltanto anticipate ma anche prolungate, favorendo così la permanenza in aria di allergeni in concentrazioni elevate.

Ma da cosa derivano le allergie?

In parole semplici da una ipersensibilità del nostro sistema immunitario verso sostanze innocue – come ad esempio i pollini – percepite come pericolose. Per difenderti ci si scaglia contro, con una produzione massiva di istamina. Il risultato, ahimè, lo conosci bene: un periodo da incubo per naso, occhi e…

Allergie: solo una questione di naso?

C’è una cosa che forse non sai.

Molti allergeni verso cui sei sensibile – come pollini e acari della polvere – hanno una struttura molecolare simile a quella di alcuni alimenti, verso i quali i tuoi anticorpi si scatenano indistintamente quando vengono ingerite.

Questo fenomeno, conosciuto come cross-reazione, avviene nel 70% dei soggetti allergici, soprattutto nel periodo clou delle fioriture.

A quali alimenti dobbiamo prestare attenzione?

Ecco le principali reazioni crociate con i più comuni allergeni.

  • Pollini di betulla: finocchio, sedano, patata, prezzemolo, carota, mandorle, nocciole, pistacchi e arachidi, mela, pesca, nespola, albicocca, lampone, fragola, ciliegia, banana.
  • Pollini di graminacee: pomodoro, patata, melanzana (solanacee), arachidi, mandorla, melone, anguria, arancia e agrumi, kiwi, pesca, albicocca, ciliegia, prugna, mela. In alcuni casi possono esserci allergie crociate con cereali, loro derivati – come pane e pasta – e legumi, soia compresa.
  • Pollini di parietarie: basilico, piselli, more di gelso, melone, ciliegia.
  • Olivo: olive.
  • Acari della polvere: crostacei, lumache di terra e di mare, mitili.

Cavolo quanti alimenti!

Quando ho studiato l’argomento, ho pensato esattamente la stessa cosa.

Le molecole responsabili delle allergie crociate sono dette super-antigeni, proprio perché si ritrovano in alimenti molto diversi tra loro. Alcune resistono anche alla cottura e ai succhi gastrici, arrivano senza ostacoli all’intestino, dove vengono assorbite e da lì andranno a far danni in tutto il corpo.

Quali sono i sintomi?

Il sintomo più comune è la Sindrome Orale Allergica (SOA), che inizia quando ingerisci l’alimento e si manifesta con prurito, formicolio o gonfiore a labbra, palato e lingua. Per fortuna, nella maggior parte dei casi, si risolve da sè in poco tempo.

Nei casi più gravi, invece, possono manifestarsi:

  • orticaria, con prurito diffuso e bolle, fino a pomfi. A volte può esserci anche edema, ovvero rossore e gonfiore localizzati più frequentemente su labbra e palpebre;
  • rinite e congiuntivite, con sintomi tipici come starnuti, naso che cola, bruciore e lacrimazione degli occhi;
  • edema della glottide, con prurito alla gola, fino a difficoltà ad ingoiare e respirare;
  • disturbi gastrointestinali come nausea, vomito e diarrea.

Allergie crociate: diagnosi e cura

Le allergie coinvolgono anticorpi della classe IgE, che possono essere indagati con diversi test medici.

I più utilizzati sono il test cutaneo (Prick test) , il test con l’alimento fresco (Prick-by-Prick), o la ricerca di anticorpi specifici da un campione di sangue (Rast).

Se sei un soggetto allergico, probabilmente avrai già individuato gli alimenti che ti danno dei problemi. Per questo, racconta in dettaglio al medico competente la tua storia clinica e familiare; la predisposizione alle allergie, infatti, può essere ereditata dai genitori.

Ti faccio un esempio pratico: io che sono da sempre allergica a parietarie, graminacee, ulivo e acari della polvere ho ereditato questa “fortuna” da papà che è molto allergico al cipresso – e lo ha scoperto in tarda età.

La terapia, che viene consigliata al presentarsi dei sintomi, si basa essenzialmente su antistaminici e cortisone per bocca o spray. Alcuni allergologi propongono anche dei vaccini come prevenzione, ma in questo ambito gli studi pubblicati sono ancora contrastanti.

Cosa mangio se soffro di allergie?

Capisco che la lista di alimenti a cui prestare attenzione sia lunga, ma direi di agire per gradi.

Se dalla tua esperienza hai già capito quali alimenti ti danno fastidio, ti basterà evitarli o limitarli, soprattutto nei momenti critici come questo primaverile.

Se non hai sintomi, o non hai mai associato dei fastidi alle tue allergie respiratorie, ora sai cosa dice la scienza e con quali alimenti non devi esagerare per evitare l’effetto accumulo.

In questo modo potrai tenere a bada e non amplificare gli effetti delle allergie stagionali.

Non sai più cosa mangiare per ritrovare il tuo equilibrio?

Affidati alle mie cure, per un progetto di benessere a lungo termine.